chi sono io che stai piangendo a questo modo?
perchè mi stai abbracciando avidamente, come un pugno che stringe un fazzoletto bianco per paura che a sventolarlo scappi via nelle onde d'aria che investono i nostri visi al saluto più struggente della storia...
Io capii tutto quella mattina di maggio, era iscritta sul tuo volto la colpa, la macchia che lascia un onta perenne e non va via con nessun sapone...
gioco la stessa partita, ma non sono tuo avversario...come un mach di tennis in coppia...
tu hai dimenticato le cose che ti ho dato,
tu hai creduto che fosse senza valore,
tu hai mosso accuse brutali e favorito il mio scivolare su questo olioso pavimento nero... e dove non si sa dove aggrapparsi... mai
come quando sei parte di un qualcosa che da dentro non riesci a vedere...
il disegno assume significato solo visto da lontano...
un viaggetto a Madrid, esplorare una solitudine beata, e dire che non c'è luogo a cui il mio cuore adesso appartenga...o forse appartiene a un bacio nel centro di Parigi...a una notte a guardare le luci del centre pompidou...
non lo so... se c'è qualcosa che so è quello di non capire nulla... e la mattina mi sveglio con uno strano senso di inadeguatezza...
ouf buonasettimana eh!

"e non sai cosa voglia dire la semplicità"
...dove la vita non ha senso, tracce di saliva sul pavimento come la scia di una lumaca... una spirale come casa...una spirale, un passaggio, un accesso al fondo di ogni fatto concreto...
Tutto è così meravigliosamente drammatico che potrei anche sorridere ed essere fiero di questo disastroso capolavoro... e ancora mi vien voglia di saltareci sopra, di pestare e calpestare ogni fiore...
abbracciare la vita è così difficile per chi non crede alla vita stessa...per chi ci fa i giri attorno e ne ride...
per chi nel gioco è sempre stato restio a entrarci...
potremmo dire che è semplice, potremmo dire che è consuetudine, potremmo dire ogni banalità e costruire infinite matafore...ma le realtà non appartengono a nessuno...
Tra qualche ora il telefono squillerà e io sentirò sapori amari sulla lingua...e farò finta che vada tutto bene...
ingoiare il disagio e digerire l'angoscia...
Chi se ne frega del sole,
chi se ne frega del mare,
chi se ne frega del vento
chi se ne frega delle lunghe giornate,
chi se ne frega delle madri coi bambini,
delle onde e dei mille ritorni
delle urla giocose e dei pianti degli infanti
dell'odore di salsedine a tarda sera,
dei ricordi di mille estati,
voglio che tutto appassisca...
voglio che tutti sfiorisca...
Invidioso di un benessere fasullo del mondo attorno
voglio che tutto decada lentamente
una fine lenta lenta lenta ma sempre in avanzamento...
morente tutto morente morente morente...

Non riesco a scrivere nel quaderno nero... forse perchè nero! L'ho preso dopo pochi giorni con l'intento di mettere per iscritto tutto quello che sarebbe accaduto da quei giorni in poi...
Un amico, un giro in centro, un tramezzino, e tanti abbracci di compassione... un star della miseria...
la grande star della vita e della morte...scende dal trono e attraversa i mercati del pesce con addosso solo un mantello rosso... lo toglie e il suo corpo è emaciato...violaceo, sbranato e morso da cani rabbiosi...
spegnerei tutto e romperei le lampadine.ora.
Se occupassi tutto il tempo sprecato in inutili torture personali
se utilizzassi tutta l'energia che ho usato a farmi del male
se tutti i tentativi di soffocarmi fossero indirizzati a qualche altro scopo
avrei più sorrisi da elargire nelle ore che vanno tra le 12 e le 19
perchè la convenzione vuole una cosa e io non so nemmeno andare contro, perchè non credo alle anticonvenzioni... perchè non basta essersi fatti male, ne voglio di più, e vorrei stendermi per sempre...
ingoiare perle di sonno e sprofondare in un letto di calde e ruvide carezze...
è tutto quello che voglio... una giusta, breve, desiderabile e desiderata trasferta sulla luna...
Come se non dicessi nulla...
come se tutte le parole scivolassero,
lungo la tua maglia,
fluttuando avanti e dietro,
destra e sinistra
prima di toccare il pavimento gelato...
a piedi nudi ho sentito che c'era della polvere
e ho voluto sfiorarla con le dita della mano
e cercare di capire da quanto tempo
non facessi entrare nessuno qui dentro...
Abbiamo sorriso come due persone che hanno litigato
e fanno la pace tanto tempo dopo...
E senza niente da dire, senza sapere quale parola usare
per spezzare il silenzio...solo un sorriso
fluttuando nell'aria fredda dell'inferno
[conversazioni sfigate]
M_hey piccolo, tutto bene?
L_No...per niente bene, ma è routine...quindi pazienza...
M_beh anche per me...facciamo un club degli sfigati:io ci sono
L_Ma tu non sei sfigato...Io ho proprio sbagliato a nascere...bah!
M_Insomma...mi sa che ti batto sai!
L_Ma no...Non essere ingrato nei confronti della vita...sei un bell'uomo, hai un lavoro, sei libero...Cosa vuoi di più...
M_Te!!!
L_Cazzate...sono stupido, grasso, vecchio e non so fare niente...c'è un mondo di gente bella, stupida si...ma bella almeno!
M_Ma ti voglio lo stesso! Così!
Bello è il brutto, il brutto è bello.
c'è un istinto che lotta contro ogni ragionamento sano e razionale...e questa è una storia.
la distanza aiuta molte cose, e questa è un'altra storia:
amplia alcune cose che prima erano piccole
rimpicciolisce e minimizza altre che prima vedevi così ingombranti
"ho vergogna se penso a ciò che ero"...dicevo a Eli l'altra sera al telefono...e la distanza eppure sembrava poca...e però era di tanta distanza che parlavo con quel "ciò che ero"...
"non riesco a immaginare la mia vita senza di te..."
Dire basta, non per voler dire basta, ma per dovere dire basta...non è detto che occorra dirlo, ma può essere necessario... dire basta...cosa è quel "basta"???
Io ora penso solo alla banalità di certe situazioni, penso che in determinati contesti i rapporti sociali siano una cazzata immane...
I deliri di onnipotenza a volte li crediamo sotterrati, perchè ci han fatto credere che fossero cosa da ragazzine tremende...e invece ogni tanto fanno pure bene...
ci hanno detto che era disdicevole l'invidia,
che era buona cosa non avere nemici,
che era gradevole una buona educazione,
che era più opportuno addolcire il proprio pensiero...
ci hanno detto un mucchio di cazzate... le fibre sono un'altra cosa però.